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Il progetto di
formazione “Low cost software & Cultural
Heritage” si inserisce nell’ambito dello sviluppo e
della diffusione di tecnologie informatiche e di rete per la
valorizzazione dei beni e delle attività culturali, in un
quadro di creazione di figure professionali qualificate che possono
oggettivamente contribuire alla valorizzazione del
territorio.
Il progetto intende
trasferire conoscenze su procedure e strumenti operativi elaborati
in corso di numerosi progetti, sinteticamente illustrati in figura
n.1
Requisito di
ammissione al percorso didattico, rivolto a giovani e adulti non
occupati, è il possesso di diploma di scuola media secondaria
o di laurea, attinente ai settori interessati
dall’intervento: moderne tecnologie informatiche per la
rappresentazione, conoscenza e valorizzazione dei beni culturali
architettonici e ambientali. La selezione degli allievi verrà
effettuata mediante somministrazione di test e valutazione del
curriculum.
Il piano formativo
si basa su una stretta interdisciplinarietà e correlazione dei
moduli, al fine di fornire un quadro completo, seppure sintetico,
delle opportunità offerte dal mercato delle tecnologie, con
focus specifico sulle applicazioni low cost (open source,
freeware, ecc.).
Le attività
formative verranno svolte da personale dipendente con
l’ottica di condividere l’esperienza acquisita nel
corso di numerosi progetti di ricerca, di rilevanza nazionale
(MIUR) e internazionale (Interreg), promossi e condotti
dall’ente proponente anche in qualità di Leader Partner
nel settore dei beni culturali.
A questi è da
aggiungere la recente esperienza formativa del corso di
specializzazione “Tecnico esperto in tecnologie digitali e
sistemi informativi territoriali per i beni culturali”, il
cui seminario conclusivo – tenutosi a Bari il 26.06.2007 con
la partecipazione dell’Assessore ai Beni Culturali della
Regione Puglia, dott. D. Lomelo - ha messo in luce il crescente
interesse per le ICT come strumento di supporto per la
valorizzazione del patrimonio architettonico e
ambientale.
A tale crescente
interesse, il corso mira appunto a fornire nuove risposte,
arricchite, oltre che dalla precedente esperienza, di ulteriori
contenuti - quali ad esempio le più recenti tecnologie per la
fruizione virtuale del patrimonio - seppure nella veste di stimoli
a successivi approfondimenti.
Il carattere
fortemente innovativo è rappresentato in primo luogo dalla
finalità di immissione nel mercato del lavoro di competenze
settoriali qualificate in linea con le attuali esigenze di
promozione territoriale, che vedono nella promozione dei beni
culturali uno dei punti di forza nelle politiche di sviluppo
locale. Ulteriore elemento di innovatività è costituito
dalla centralità delle tecnologie informatiche a basso costo,
in primo luogo l’open source, direttamente finalizzato
ad allargare il bacino dei possibili sviluppatori di applicazioni e
prototipi e ad ampliare la partecipazione ai processi e alle
prassi.
L’approccio
ritenuto più promettente – e quindi scelto come modello
di riferimento per la strutturazione del percorso formativo –
è del tipo learning by doing (‘imparare facendo’),
volto a rendere gli allievi immediatamente autonomi nella soluzione
di problemi concreti grazie all’apprendimento diretto e
all’utilizzo immediato - ‘sul campo’ - di
modalità operative e tecnologie.